Nella cornice del progetto dell’Università di Macerata dal titolo “BeIntO[u]Ch: Best Interest of Child. Vulnerabilità e tutela giuridica dei minori tra storia e contemporaneità”, coordinato dal professor Lacchè, nell’Aula Magna dell’ITE “A. Gentili” di Macerata, l’incontro dedicato al dialogo con le associazioni e alla condivisione di buone prassi.

Protagonista della mattinata è stato il confronto tra studenti, genitori e Gabriele Vaccarella – in arte Argo – cantautore e content creator, impegnato da anni in un dialogo autentico con le nuove generazioni sui temi della fragilità, della comunicazione e dell’identità digitale.

Hanno partecipato al dibattito il Centro Internazionale di Studi Gentiliani di San Ginesio, le associazioni RED – Rete Educazione Digitale APS e “Genitori&Figli, per mano” ODV, insieme alle classi dell’ITE Gentili, del Liceo Classico “Leopardi” di Macerata e dell’Istituto Omnicomprensivo Tortoreto di San Ginesio.

Argo si è dimostrato empatico e capace di coinvolgere le classi con naturalezza, stimolando un’interlocuzione viva e sincera sulle esperienze quotidiane legate al mondo dei dispositivi digitali e dei social network. La partecipazione degli studenti è stata continua e attenta, segno dell’urgenza di uno spazio di parola condiviso su questi temi.

Come racconta la docente Ninfa Contigiani, formatrice RED APS e partecipante al progetto: «Una prima acquisizione emersa dalla mattinata è il valore della testimonianza diretta e del dialogo tra pari, che si conferma uno dei metodi più efficaci per relazionarsi con le nuove generazioni, anche nelle prime classi delle scuole secondarie. Ma questo richiede tempi medio-lunghi: ragazzi e ragazze concedono fiducia solo a chi resta nel tempo, non a interventi spot. Un altro punto di riflessione importante riguarda la percezione, espressa da molti di loro, di sentirsi “non visti” dagli adulti. Infine, durante un gioco di scambio di ruoli proposto da Argo, in cui gli studenti dovevano immedesimarsi nei propri genitori e scrivere le ansie percepite rispetto all’uso dei social, è emerso che quasi tutte le risposte riguardavano le figlie femmine. Come se per i figli maschi non ci fossero rischi: un dato che rivela una visione ancora squilibrata e stereotipata».

A partire da questo spunto, Andriana Steta, fondatrice dell’associazione “Genitori&Figli, per mano” ODV, ha sottolineato come dietro ogni post o interazione ci siano non solo persone reali, ma anche dati e tendenze che destano preoccupazione: negli ultimi dieci anni, l’aumento dei disturbi d’ansia e depressione tra adolescenti coincide con l’uso massiccio di smartphone e social network, in particolare nelle fasce 11-15 anni. Le ragazze risultano più colpite dal confronto sociale e dall’idealizzazione estetica, mentre i ragazzi tendono a rifugiarsi nel mondo virtuale dei videogiochi e dei contenuti online, con crescente isolamento relazionale. L’eccessiva esposizione agli schermi comporta inoltre perdita di sonno, frammentazione dell’attenzione e minore autonomia emotiva.

Dati e riflessioni che hanno animato un dialogo ricco e corale, confermando l’importanza di creare alleanze tra scuola, famiglie e realtà del territorio per accompagnare bambini e ragazzi in un uso più consapevole e umano delle tecnologie digitali.

Nota istituzionale:
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività del progetto “BeIntO[u]Ch” dell’Università di Macerata, volto a promuovere una cultura della tutela dei minori e del loro benessere psicosociale. L’evento è stato realizzato in collaborazione con l’ITE “A. Gentili” di Macerata, il Liceo Classico “G. Leopardi”, l’Istituto Omnicomprensivo di San Ginesio, il Centro Internazionale di Studi Gentiliani, RED – Rete Educazione Digitale APS e l’associazione “Genitori&Figli, per mano” ODV.